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	<description>arredamento vintage Torino</description>
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		<title>Mrs. Parkington</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 08:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi fine settimana di pioggia e nuvole ho trascorso molte ore leggendo. Solitamente ho poco tempo, perciò preferisco roba &#8220;veloce&#8221;, letture &#8220;precotte&#8221; come le riviste, anche perchè, ad ogni libro, corro un rischio che solo il Capitano conosce: mi immedesimo terribilmente. Mentre leggo vivo letteralmente fra le pagine e non riesco a staccarmici fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi fine settimana di pioggia e nuvole ho trascorso molte ore leggendo.<br />
Solitamente ho poco tempo, perciò preferisco roba &#8220;veloce&#8221;, letture &#8220;precotte&#8221; come le riviste, anche perchè, ad ogni libro, corro un rischio che solo il Capitano conosce: mi immedesimo terribilmente.<br />
Mentre leggo vivo letteralmente fra le pagine e non riesco a staccarmici fino all&#8217;ultima di copertina.<br />
Quando ero ragazzina, passavo pomeriggi interminabili in camera mia, sdraiata a letto, con un libro in mano. Ovviamente, come tutte le adolescenti, ero terribilimente romantica e mi innamoravo di ogni protagonista maschile in cui mi imbattevo.<br />
Per molto, moltissimo tempo, nei miei sogni ha transitato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_Certosa_di_Parma_(romanzo)">Fabrizio del Dongo</a>&#8230; e, se devo essere sincera, ogni tanto mi capita di incontrarlo ancora oggi (io in queste occasioni vesto sempre un abito immenso di crinoline e lui una splendente uniforme napoleonica).</p>
<p><a href="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/03/louis-bromfield_h_gl.jpg"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/03/louis-bromfield_h_gl-e1301559534349.jpg" alt="" title="Mirs Parkington" width="574" height="430" class="aligncenter size-full wp-image-1634" /></a></p>
<p>Comunque, il libro che ho letto negli ultimi giorni mi è piaciuto moltissimo.<br />
<a href="http://www.ibs.it/code/9788809758926/bromfield-louis/mrs-parkington.html"><em>Mirs. Parkinton</em></a> è la storia, scorrevole e divertente, di una anziana signora dell&#8217;alta società newyorkese che, negli anni &#8217;30, affronta il presente e la sua improbabile famiglia tornando spesso con la mente al passato. Ricorda come conobbe suo marito, il Maggiore Parkinton, spregiudicato e ricchissimo, come affrontò la scalata ai vertici dell&#8217;upper class e tutti gli scandali che ne seguirono.<br />
E&#8217; un affresco storico degli USA e della loro filosofia del successo e una saga famigliare divertente (nulla a chè vedere con un mattone come<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_Buddenbrook:_decadenza_di_una_famiglia"> <em>I Buddenbrook</em></a> per intenderci). Inoltre l&#8217;autore, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Louis_Bromfield">Bromfield Louis</a> ha una scrittura scorrevolissima e coinvolgente, non a caso ha vinto un Pulitzer. </p>
<p>L&#8217;effetto del libro è stato immediato, come una specie di potentissimo lassativo cartaceo, mi ha fatto espellere le idee più improbabili. Ho iniziato a chiedere con insistenza al Capitano di diventare ricchissimo (dopotutto tra Maggiore e Capitano non c&#8217;è molta differenza&#8230; entrambi sono dei graduati no?), dopodichè ho valutato l&#8217;ipotesi di comprare una miniera, ho deciso di non avere figli (quelli di Mrs. Parkinton sono dei lazzaroni rammolliti dalla ricchezza) e ho stabilito che avrò un carlino.<br />
E&#8217; andata avanti così per qualche giorno, poi le conseguenze si sono esaurite da sè&#8230; fino al prossimo libro.</p>
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		<title>Cercasi mercatino disperatamente</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 10:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Torino]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa deve fare una ragazza per avere un mercatino di domenica? Svolgere un rito indiano per propiziare il bel tempo, cercare di mantenere i nervi saldi quando entra la Mazdapalace e scopre che dei 200 espositori annunciati se ne sono presentati 20 e, infine, cercare soddisfazione, inutilmente, sulla balconata di via San Donato. Il risultato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa deve fare una ragazza per avere un mercatino di domenica? Svolgere un rito indiano per propiziare il bel tempo, cercare di mantenere i nervi saldi quando entra la <a href="http://www.mazdapalace.it/Palatorino/Default.aspx">Mazdapalace</a> e scopre che dei 200 espositori annunciati se ne sono presentati 20 e, infine, cercare soddisfazione, inutilmente, sulla balconata di via San Donato.<br />
Il risultato di tutti gli sforzi della suddetta ragazza, cioè io, si è rivelato comunque inutile: mercatino, mercatino vero, di quelli con tanti banchi, gente simpatica e merce di buon livello non pervenuto.<br />
Cercherò di affrontate la settimana confidando nel prossimo week end. Trascorrerò  la domenica davanti alla tv mentre il Capitano si prodiga nell&#8217;inventare il pranzo con quel che il nostro desertico frigo propone.</p>
<p><a href="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/03/24102010-005-copia-e1300627333636.jpg"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/03/24102010-005-copia-e1300627333636.jpg" alt="" title="Mazdapalace" width="574" height="861" class="aligncenter size-full wp-image-1622" /></a><br />
Una location deprimente per un mercatino deludente</p>
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		<title>Nella Cripta</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 13:12:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non faccio nulla. Lavoro, vado a casa, mangio, dormo. Lavoro, vado a casa, mangio, dormo. Nel week-end mangio e dormo solamente. Il motivo è che piove. Piove sempre. Di recente, l&#8217;unico svago è stato, in una serata ovviamente piovosa, andare alla mostra di Gianni alla Cripta747. C&#8217;ero già stata anni fà e mi ricordo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non faccio nulla.<br />
Lavoro, vado a casa, mangio, dormo. Lavoro, vado a casa, mangio, dormo.<br />
Nel week-end mangio e dormo solamente. Il motivo è che piove. Piove sempre.<br />
Di recente, l&#8217;unico svago è stato, in una serata ovviamente piovosa, andare alla mostra di <a href="http://www.gianniferreromerlino.com/">Gianni</a> alla <a href="http://cripta747.blogspot.com/">Cripta747</a>. </p>
<p><a href="http://cripta747.blogspot.com/"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/03/DSCN0363.jpg" alt="" title="Cripta747" width="454" height="454" class="aligncenter size-full wp-image-1603" /></a></p>
<p><a href="http://cripta747.blogspot.com/"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/03/DSCN0368.jpg" alt="" title="Cripta747" width="454" height="454" class="aligncenter size-full wp-image-1604" /></a></p>
<p>C&#8217;ero già stata anni fà e mi ricordo di essermi molto divertita. Quella volta, era un sabato, ad esporre era stato <a href="http://www.eltono.com/">Eltono</a>, uno street artist che, all&#8217;epoca, lavorava con i coriandoli&#8230; non è poetico? Bhè pensate che in quell&#8217;occasione aveva realizzato alcuni muri che sono ancora visibili qui in città.<br />
I coriandoli non sono poi tanto effimeri quanto sembrano.<br />
La <a href="http://cripta747.blogspot.com/">Cripta</a> è un posto affascinante come lo sono tutti quei luoghi che nel tempo cambiano d&#8217;uso e finiscono per sovrapporre storie del passato e del presente. E&#8217; un vecchio scantinato posto sotto un piccolo negozio affacciato sulla Galleria Umberto I. Non so cosa sia stato, ora è uno spazio espositivo grande e apparentemente vuoto.<br />
Mentre giravo, osservando le architetture scure negli scatti appesi alle pareti, mi sono resa conto di quanti piccoli impercettibili segni ci fossero in quelle stanze: la porta di legno massiccio ricoperta da chissà quante mani  di colore diverso, il vecchio armadio a muro con le ante dai vetri miracolosamente intatti e, alzando lo sguardo verso il soffitto, la decorazione composta da una piccola serie di puntini.</p>
<p><a href="http://cripta747.blogspot.com/"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/03/DSCN0374.jpg" alt="" title="Cripta747" width="454" height="454" class="aligncenter size-full wp-image-1605" /></a></p>
<p><a href="http://cripta747.blogspot.com/"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/03/DSCN0376.jpg" alt="" title="Cripta747" width="454" height="454" class="aligncenter size-full wp-image-1606" /></a></p>
<p>Sono rimasta lì un bel po&#8217;, a chiacchierare con Pippi e Paola, che non vedevo da tanto,<br />
e a godermi il senso del tempo che scorre, il silenzio sotto le volte, il contrasto dei quadri scuri sull&#8217;intonaco bianco e la sorpresa di uscire dalla rountine e riscoprire la bellezza delle cose.</p>
<p><a href="http://cripta747.blogspot.com/"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/03/DSCN0379.jpg" alt="" title="Cripta747" width="454" height="454" class="aligncenter size-full wp-image-1607" /></a></p>
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		<title>Saluti da Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 19:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa è una settimana girovaga. Sono stata via due giorni per lavoro. Giorgia, che da circa un paio di mesi si è trasferita in Costa Rica, una volta mi ha scritto: &#8220;Non c&#8217;è nessun paese come l&#8217;Italia. Quando alzi lo sguardo, intorno a te c&#8217;è la bellezza&#8220;. Quanto è vero. Roma è la perfezione che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/03/24102010-013.jpg"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/03/24102010-013.jpg" alt="" title="Roma piazza del Rotonda" width="480" height="640" class="aligncenter size-full wp-image-1589" /></a></p>
<p>Questa è una settimana girovaga. Sono stata via due giorni per lavoro.<br />
<a href="http://travelchicken.wordpress.com/">Giorgia</a>, che da circa un paio di mesi si è trasferita in Costa Rica, una volta mi ha scritto: &#8220;<em>Non c&#8217;è nessun paese come l&#8217;Italia. Quando alzi lo sguardo, intorno a te c&#8217;è la bellezza</em>&#8220;. Quanto è vero.<br />
Roma è la perfezione che rende sopportabili anche 48 ore filate di riunioni.</p>
<p><a href="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/03/24102010-008.jpg"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/03/24102010-008.jpg" alt="" title="Piazza della Rotonda Roma" width="480" height="640" class="aligncenter size-full wp-image-1590" /></a></p>
<p><a href="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/03/24102010-010.jpg"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/03/24102010-010.jpg" alt="" title="Pantheon" width="480" height="640" class="aligncenter size-full wp-image-1591" /></a></p>
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		<title>Cartoline da Bologna</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 08:36:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo fine settimana io e il Capitano siamo andati a Bologna. Pare strano ma non c&#8217;ero mai stata. Alla fine degli anni &#8217;90, Bologna mi sembrava il centro del mondo. Tutti, ma proprio tutti, volevano andare a fare l&#8217;università là. Merito di Jeck Frusciante è uscito dal gruppo, ambientanto fra il centro e i colli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/02/24102010-008-copia-e1298824014535.jpg"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/02/24102010-008-copia-e1298824014535.jpg" alt="" title="Bologna" width="570" height="380" class="aligncenter size-full wp-image-1577" /></a></p>
<p>Questo fine settimana io e il Capitano siamo andati a Bologna. Pare strano ma non c&#8217;ero mai stata.<br />
Alla fine degli anni &#8217;90, Bologna mi sembrava il centro del mondo. Tutti, ma proprio tutti, volevano andare a fare l&#8217;università là. Merito di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Frusciante_%C3%A8_uscito_dal_gruppo_%28romanzo%29"><em>Jeck Frusciante è uscito dal gruppo</em></a>, ambientanto fra il centro e i colli, merito della musica, dei movimenti studenteschi e dell&#8217;aria di libertà che allora sembrava circolare da quelle parti.<br />
Chi c&#8217;era stato ne raccontava meraviglie&#8230; e a me, il mito, è rimasto.<br />
Alla tenera età di 31 anni mi sono finalmente confrontata con i miei sogni di quando di anni ne avevo 17. Non ne sono rimasta delusa, Bologna è bellissima, ma il mio sguardo di oggi non potrà mai scorgere quello che avrei potuto vedere se ci fossi stata allora.<br />
Quella che credevo una città sembra tanto un paese: case basse, colori sgargianti un po&#8217; sbiaditi, vecchine uscite a far la spesa in ciabatte e uomini dai volti allegri con un bianchino in mano fuori dai bar. Io e il Capitano ci siamo persi lungo le stradine del centro senza una meta ben precisa guardandoci intorno per cercare di capire in chè modo scorresse la vita da quelle parti. Abbiamo raggiunto una delle prime mete della mia lista: <a href="http://www.osteriadelsole.it/">l&#8217;Osteria del sole</a>. Un posto talmente vero da sembrare finto: vero e autentico come i tavolini di legni grezzo, i bottiglioni di vino e il profumo di affettati, finto nella misura in cui ditemi voi dove si è mai visto un locale nel quale devi portarti il cibo e ti servono solo da bere? Trovare posto a sedere è stato impossibile ma siamo rimasti per il tempo di una birra ai margini di quella rappresentazione del più autentico spirito cacharone bolognese: c&#8217;erano un baccano inimmaginabile e un&#8217;allegria contagiosa.</p>
<p><a href="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/02/24102010-019-copia-e1298823820659.jpg"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/02/24102010-019-copia-e1298823820659.jpg" alt="" title="Bologna 2" width="570" height="855" class="aligncenter size-full wp-image-1575" /></a></p>
<p>Abbiamo trovato la nostra dimensione ideale poco dopo al <a href="http://www.bardemarchi.it/storia/">Bar De Marchi</a> di Piazza San Francesco. Ci siamo seduti nella saletta all&#8217;ingresso, davanti al bancone, mentre una signora gentilissima e verace ci preparava un tagliere e un paio di panini: porchetta, ciccioli, salame, formaggi, pane nero. Abbiamo mangiato in silenzio, ascoltando fra quelle mura lo scorrere del tempo. Le foto, i ritagli di giornare e i tantissimi oggetti parlavano del passato mentre adulti e piccini vociavano organizzando un&#8217;assemblea di quartiere in una dimensione di vita comunitaria che a Torino non ho mai incontrato.<br />
Soddisfatti e pieni come uova ci siamo diretti verso il mercatino vintage della Montagnola, l&#8217;unica autentica delusione del mio we. La faccio breve: poca roba, generalmente brutta, inesorabilmente cara.<br />
Forse non ho beccato il fine settimana giusto, forse l&#8217;abbigliamento non è propriamente il mio settore ma vi assicuro che quando vado in giro solitamente non mi ci vuole molto a fare acquisti e se proprio non ci riesco, come in questo caso, vuol dire che l&#8217;offerta è davvero scarsa.</p>
<p><a href="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/02/24102010-010-copia-e1298823877414.jpg"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/02/24102010-010-copia-e1298823877414.jpg" alt="" title="bologna3" width="570" height="380" class="aligncenter size-full wp-image-1576" /></a></p>
<p>Abbiamo concluso la giornata con una cena<a href="http://www.itineraribologna.it/enogastronomia/trattorie.htm"> da Vito, storica trattoria bolognese</a>. Con un colpo di fortuna avevo prenotato senza dover ricorrere a menzogne del tipo:&#8221;<em>La prego, il Capitano è in fin di vita e l&#8217;ultima cosa che desidera è cenare da voi questo sabato, possiamo venire per le 21?</em>&#8221; perciò ci siamo ritrovati in un locale strapieno e molto molto casalingo. Alle pareti foto degli ospiti illustri, Guccini, Dalla, DeGregori e del carismatico proprietario. Nell&#8217;aria il profumo del ragù e del bollito misto. Tutto era semplice, spontaneo e onesto.<br />
Bologna è diversa da come la immaginavo a 17 anni ma, anche con lo sguardo dei 31, è meravigliosa.</p>
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		<title>L&#8217;accendino pesantissimo</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 12:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guardando alcuni oggetti nasce spontanea la domanda: &#8220;Perchè?&#8221;. Ovviamente la risposta potrebbero fornirla solo coloro che, in quella specifica epoca, hanno avuto l&#8217;idea tanto geniale quanto inspiegabile di dare ad alcuni cose determinate forme, colori o usi. Io rimango sempre stupita quando guardo gli accendini degli anni &#8217;60-&#8217;70. Perchè racchiudere uno strumento tanto pratico in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/02/DSCN0303.jpg"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/02/DSCN0303.jpg" alt="" title="Accendino" width="454" height="454" class="aligncenter size-full wp-image-1565" /></a></p>
<p>Guardando alcuni oggetti nasce spontanea la domanda: <em>&#8220;Perchè?&#8221;</em>.<br />
Ovviamente la risposta potrebbero fornirla solo coloro che, in quella specifica epoca, hanno avuto l&#8217;idea tanto geniale quanto inspiegabile di dare ad alcuni cose determinate forme, colori o usi.<br />
Io rimango sempre stupita quando guardo gli accendini degli anni &#8217;60-&#8217;70.<br />
<em>Perchè racchiudere uno strumento tanto pratico in un cubo o una sfera pesantissima di onice? Perchè fare una cassa per il gas piccolissima rispetto alla mole del suddetto accendino&#8230; costringendo chi lo usa a ricaricarlo di continuo? Perchè?</em><br />
Immagino che parte della motivazione stia nel fatto che a quei tempi si usavano i cosìddetti &#8220;set da fumo&#8221; da tenere appoggiati con nonchalance sul tavolo del soggiorno, utilissimi nel caso in cui un ospite volesse fumare un sigaro sorseggiando un bicchiere di buon brandy.<br />
Quei tempi sono inesorabilmente passati, addirittura non si usa più fumare in casa, quindi non è strano trovare sui banchi dei mercatini questi accendini a prezzi veramente ridicoli.<br />
Una cosa che mi colpisce è che, nella maggior parte dei casi, questi oggetti portano ancora l&#8217;adesivo con il nome del negozio in cui sono stati acquistati. Piccoli cartigli stampati in oro a rilievo con su scritto: &#8220;<em>Galleria Rossi. Regali Preziosi. Albenga</em>&#8221; oppure &#8221; <em>Oggetti d&#8217;Arte Allasia. Angolo via san Raffale. Milano&#8221;</em>. Chissà perchè non togliere queste etichette? Il fatto che provenissero da determinati negozi rendeva questi doni più preziosi? La verità è, probabilmente, che non venivano praticamente mai usati&#8230; perchè solo nei film americani un ospite sedeva in salotto sorseggiando un brandy e facendo anelli di fumo cubano.</p>
<p><a href="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/02/DSCN0292.jpg"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/02/DSCN0292.jpg" alt="" title="accendino 2" width="454" height="454" class="aligncenter size-full wp-image-1566" /></a></p>
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		<title>Trucco parrucco e passeggini</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 09:36:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato mi sono svegliata all&#8217;alba, ho fatto una doccia e sono andata a Ivrea. Sarà stata l&#8217;aria frizzantina che sapeva già di primavera, sarà stata la luce limpida del mattino ma mi è venuta la voglia inspiegabile di fare una passeggiata in via Palestro, cosa che non facevo da circa 6 anni. Camminando lungo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato mi sono svegliata all&#8217;alba, ho fatto una doccia e sono andata a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ivrea">Ivrea</a>.<br />
Sarà stata l&#8217;aria frizzantina che sapeva già di primavera, sarà stata la luce limpida del mattino ma mi è venuta la voglia inspiegabile di fare una passeggiata in via Palestro, cosa che non facevo da circa 6 anni.<br />
Camminando lungo la strada stretta che si snoda attraverso il centro della città mi sono resa conto di quanto tempo sia passato. Ivrea è un posto bellissimo in cui crescere e nei miei ricordi ci sono pomeriggi passati in biblioteca ( o meglio lì davanti, a chiacchierare e fumare), serate a zonzo, giornate estive al lago e lunghe gite in vespa&#8230; ieri, però, ho avuto la netta sensazione di essere fuori posto.</p>
<p><center><object type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" data="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000"><param name="flashvars" value="intl_lang=en-us&#038;photo_secret=0694cd8792&#038;photo_id=5440982997"></param><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377"></param><param name="bgcolor" value="#000000"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" bgcolor="#000000" allowfullscreen="true" flashvars="intl_lang=en-us&#038;photo_secret=0694cd8792&#038;photo_id=5440982997" height="300" width="400"></embed></object></center><br />
<CENTER><em>N.B. E&#8217; un primo tentativo video. Siate clementi.</em></CENTER></p>
<p>I miei sabato mattina torinesi sono fatti di spese al mercato e giri per robivecchi. Attività per le quali solitamente non bado troppo a trucco e parrucco. Sicuramente non oso il cappotto sopra al pigiama ( anche se conosco gente che lo fa) ma non mi è mai capitato di indossare stivali con i tacchi nè tantomeno di truccarmi. Anzi, quello di uscire senza fard-mascara-rossetto è uno dei piacere insindacabili del week end.</p>
<p>A Ivrea evidentemente non usa così. Erano tutti perfettamente abbinati. E senza meta. Sembrava abbastanza evidente che stessero passeggiando per esporre il loro bene più prezioso: un passeggino.<br />
Ad uno sguardo superficiale si potrebbe pensare che nell&#8217;Eporediese ci sia un tasso di natalità del 200% superiore a quello del resto d&#8217;Italia ma un amico mi ha fatto notare che questo non è dimostrato mentre è  scientificamente provato che il sabato mattina è giornata di sfoggio della prole.<br />
Pare che ci siano anche coppie che occupano posizioni fisse in punti strategici lungo la via: luoghi di massima visibilità e ampi abbastanza da permettere di parcheggiare i rispettivi figli per guardarli e scambiarsi reciprocamente complimenti e piacevolezze varie.</p>
<p>Non ero preparata. Per la mia passeggiata indossavo scarpe basse, cappotto nero e occhiali scuri. Non ero truccata, non avevo rossetto e unghie in tinta. Soprattutto non avevo un passeggino e neppure un maschio al fianco.<br />
Dopo uno sguardo generale, a metà della strada, ho girato drasticamente a destra. Nelle viuzze laterali non c&#8217;era nessuno, solo silenzio. Ho camminato fino al castello senza incontrare anima viva e ho ritrovato un po&#8217; della mia città.</p>
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		<title>Melissa, un bel posto in cui andare</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 08:11:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa deve avere un “bel posto” per essere definito tale? Se il “bel posto”, nello specifico, è un negozio, per me deve avere delle caratteristiche ben precise. Al di là della scelta della merce, del modo in cui è esposta e della gentilezza delle persone che ci si trovano dentro, deve essere accogliente e curato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mydearmelissa.com/"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/02/24102010-002-1-e1296927093907.jpg" alt="" title="Melissa" width="570" height="427" class="aligncenter size-full wp-image-1504" /></a></p>
<p>Cosa deve avere un “bel posto” per essere definito tale? Se il “bel posto”, nello specifico, è un negozio, per me deve avere delle caratteristiche ben precise. Al di là della scelta della merce, del modo in cui è esposta e della gentilezza delle persone che ci si trovano dentro, deve essere accogliente e curato e saper trasmettere un po’ di quell’atmosfera domestica delle vecchie botteghe in cui, con i prodotti, ti si vendeva anche qualche consiglio e magari una storia.</p>
<p><a href="http://www.mydearmelissa.com/"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/02/24102010-014-copia-e1296927333346.jpg" alt="" title="Melissa Torino" width="570" height="380" class="aligncenter size-full wp-image-1505" /></a></p>
<p><a href="http://www.mydearmelissa.com/"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/02/24102010-017.jpg" alt="" title="Melissa Torino" width="480" height="640" class="aligncenter size-full wp-image-1508" /></a></p>
<p>Sabato mattina sono stata in un posto del genere, uno dei pochi rimasti a Torino. Sono andata da <a href="http://www.mydearmelissa.com/">Melissa</a>, l’erboristeria di Valeria e della sua mamma, in via Gaudenzio Ferrari, proprio a due passi dalla Mole. Tutti gli amici incomune mi hanno ripetuto molte volte: “<em>Tu, proprio tu, non puoi non andare, ti piacerà da morire</em>” ed avevano ragione. Mentre davamo un’occhiata nell&#8217;ampio spazio in cui, su vecchi tavoli e scaffali dal gusto meravigliosamente vintage, sono appoggiati barattoli di vetro pieni di tisane profumatissime, contenitori di caramelle, sacchettini perfettamente allineati pieni di pastiglie colorate e di sassolini di cioccolato, la mamma di Valeria raccontava, a me ed al Capitano, come la bellissima e antica macchina da cucire accanto alla vetrina fosse il dono di una cliente. Questa signora, frequentando abitualmente il negozio, aveva deciso che quel vecchio pezzo di famiglia meritava di essere lasciato nelle mani amorevoli di chi avrebbe potuto apprezzarlo e prendersene cura. E&#8217; una bella storia vero?<br />
Prima di uscire ho acquistato una tisana di fiori, un assaggio delicato di primavera racchiuso in sacchettino e chiuso da un nastro. Sono tornata ai miei soliti concitati giri del sabato mattina con in cuore un po&#8217; più leggero e la sensazione di portar via con me un po&#8217; di poesia.</p>
<p><a href="http://www.mydearmelissa.com/"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/02/24102010-019-abbinata-e1296928265734.jpg" alt="" title="Melissa Torino" width="570" height="380" class="aligncenter size-full wp-image-1509" /></a></p>
<p><a href="http://www.mydearmelissa.com/"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/02/24102010-006.jpg" alt="" title="Melissa Torino" width="480" height="640" class="aligncenter size-full wp-image-1511" /></a></p>
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		<title>La neve è vintage</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 08:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ai bambini piace da morire, per la maggior parte degli adulti è fastidiosa perché crea problemi agli spostamenti, gli anziani la detestano perché è connessa ai fatidici scivoloni che causano la temutissima “rottura del femore”, anticamera diretta, a quanto pare, della casa di riposo. In tutto questo io sto con i bambini. La neve mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/01/24102010-0092-copia.jpg"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/01/24102010-0092-copia-e1296410933408.jpg" alt="" title="neve a torino" width="570" height="855" class="aligncenter size-full wp-image-1494" /></a></p>
<p>Ai bambini piace da morire, per la maggior parte degli adulti è fastidiosa perché crea problemi agli spostamenti, gli anziani la detestano perché è connessa ai fatidici scivoloni che causano la temutissima “rottura del femore”, anticamera diretta, a quanto pare, della casa di riposo.<br />
In tutto questo io sto con i bambini. La neve mi fa impazzire.<br />
Quando ero piccina non aspettavo altro ma, dalla memorabile nevicata del 1985, per la quale le scuole rimasero chiuse una settimana, non si sono registrati altri episodi degni di nota così la mia infanzia è trascorsa nell’attesa.<br />
Il meteo però ha deciso di darmi soddisfazione in età adulta, negli ultimi anni nevica almeno 2 o 3 volte ogni inverno e Torino cambia faccia.<br />
La neve è vintage perché posandosi avvolge tutto e smussa le linee spigolose e minimali delle costruzioni più moderne. Sui palazzi d’epoca ha l’effetto di una macchina del tempo e guardando via Cibrario innevata mi aspetto di veder uscire dai portoni Liberty signore in abito lungo e manicotto su vecchie carrozze.<br />
La neve è vintage perché porta il silenzio, quello interrotto solo dallo sferragliare del tram e dal vociare dei vicini. Perché quando nevica magicamente c’è meno traffico e le persone sembrano ritrovare il piacere di stare a casa, magari di pranzare insieme e di fermarsi di tanto in tanto a guardare dalla finestra.</p>
<p><a href="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/01/24102010-0262-copia.jpg"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/01/24102010-0262-copia-e1296411018144.jpg" alt="" title="neva a torino" width="570" height="855" class="aligncenter size-full wp-image-1495" /></a></p>
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		<title>Cena a casa Quarello</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 12:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Architetto Quarello è un amico da svarianti anni. Ricordo vagamente il nostro primo incontro: era la serata inaugurale di Officine Multiplo, lui indossava le bretelle e io gironzolavo con in mano una Polaroid comprata al Balon e scattavo istantanee a gogò. Sul proseguo ho le idee confuse, so solamente di essere tornata a casa con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCN0194.jpg"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCN0194.jpg" alt="" title="casa quarello" width="454" height="454" class="aligncenter size-full wp-image-1467" /></a></p>
<p>L&#8217;Architetto Quarello è un amico da svarianti anni. Ricordo vagamente il nostro primo incontro: era la serata inaugurale di <a href="http://www.officinemultiplo.com/">Officine Multiplo</a>, lui indossava le bretelle e io gironzolavo con in mano una Polaroid comprata al Balon e scattavo istantanee a gogò.<br />
Sul proseguo ho le idee confuse, so solamente di essere tornata a casa con una scarpa in meno e di non aver mai più ritrovato quella andata dispersa.<br />
L&#8217;Architetto Quarello è una di quelle persone che ti porti dietro attraverso il tempo e le compagnie. Tecnicamente credo lo si possa definire un amico &#8220;vero&#8221;, uno che senti magari una volta ogni 2 mesi ma con il quale hai sempre argomenti di conversazione, uno con cui non esistono formalismi ma solo risate sincere e, soprattutto,  uno di quegli individui speciali che sanno mettere in luce la parte migliore di te.<br />
Per lo meno, con me funziona così e vi spiego perchè.<br />
L&#8217;Architetto Quarello è semplicemente vulcanico: porta avanti idee e inziative disparatissimi fra loro, ha voglia di creare ed organizzare e dopo ogni nostro incontro entro sistematicamente in sfida con lui. Mi sprona.</p>
<p><a href="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCN0203-2.jpg"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCN0203-2.jpg" alt="" title="casa quarello" width="454" height="454" class="aligncenter size-full wp-image-1468" /></a></p>
<p><em>Ah è così?! Lui ha dato vita al al progetto <a href="http://photocrossing.wordpress.com/">Photocrossing</a>?</em><br />
E io organizzo una mostra dei miei ritratti al Diwan Cafè ( fatto avvenuto nella notte dei tempi&#8230; credo fosse il 2008)!<br />
<em>Lui ha un&#8217;invidiabile collezione di Polaroid?!</em><br />
Bhe, hai mai visto la mia raccolta di scatole di latta?<br />
<em>Ha comprato casa e l&#8217;ha ristrutturata a regola d&#8217;arte facendone un gioiellino?</em><br />
Capitano per Dio! Dobbiamo trovare immediatamente una casa più grande&#8230; ho bisogno di arredare, mi sento frustrata!<br />
Qualche giorno fa siamo andati a cena per l&#8217;appunto a casa Quarello. Mi piace da morire. Nel cortile di un grande palazzo che raccoglie, probabilmente tutte le etnie del mondo conosciuto, c&#8217;è un fabbricato che, in origine, doveva essere una rimessa per le carrozze.<br />
Lì, al secondo piano, stanno l&#8217;Architetto e Valentina in un appartamento grande, colorato e accogliente.<br />
Ci sono pezzi moderni e vintage raccolti ingiro per mercatini e riadattati dall&#8217;architetto, ci sono idee geniali e low cost come la scarpiera fatta con le cassette della frutta e la porta del bagno decorata con lettere di carta. </p>
<p><a href="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCN0201.jpg"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCN0201.jpg" alt="" title="casa quarello" width="454" height="454" class="aligncenter size-full wp-image-1469" /></a></p>
<p><a href="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCN0187-2.jpg"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCN0187-2.jpg" alt="" title="cena a casa quarello" width="454" height="454" class="aligncenter size-full wp-image-1470" /></a></p>
<p>Abbiamo cenato, chiacchierato e passato come sempre una bellissima serata. Ero allegra e rilassata fino al momento fatidico in cui l&#8217;Architetto Quarello non ci ha esternato il suo ultimo progetto: una passeggiata in quota nei luoghi della resistenza in Piemonte accompagnata da una merenda e da una serie di racconti legati ai posti visistati. Sembra stia prendendo le prenotazioni.<br />
Ovviamente il tutto esclusivamente a fine di svago e per suo piacere personale. Quanti individui conoscete che riescono nella vita di ogni giorno, tra lavoro, impegni e necessità varie a trovare il tempo e la voglia di dar vita continuamente a progetti nuovi per sè stessi e per gli altri?<br />
Sulla passeggiata in quota ho buttato la spugna. Lì ho capito che non c&#8217;è gara, lui ha vinto&#8230; ma non smetterò di tentare di eguagliarlo.</p>
<p><a href="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCN0200.jpg"><img src="http://ladychatterly.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCN0200.jpg" alt="" title="casa quarello" width="454" height="454" class="aligncenter size-full wp-image-1476" /></a></p>
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