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Cose che cercano casa...

Comodino anni ’40 impiallacciato in piuma di mogano. Doppio scomparto interno. Pomello in metallo. Buone condizioni vintage. Poltronica anni ’50 foderata in tessuto rosa salmone. Gambe in legno lavorato sul fianco. La sedia si presenta in buono stato, il tessuto, originale, è stato lavato e non ha rotture. Lampada da scrivania anni ’50. Stelo in metallo e legno, bulbo in metallo verde. Perfettamente...
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Un week end perfetto...

Siamo partiti dopo pranzo. Abbiamo sbagliato non una, non due, ma ben 3 uscite della tangenziale: “No! A DESTRA! Gira a DESTRA!“, “Perché urli DESTRA e mi indichi la SINSTRA?! Da che parteeee?” “Non era verso Beinasco?”, “Avevi detto che era verso Pinerolo” “Non capisco, questo I-Phone è rotto… Lo sapevo che dovevamo comprare un navigatore”, “Chiara, dobbiamo arrivare in provincia di Cuneo non in Scozia” . Per puro caso, fortunatamente, dopo circa 30 minuti, siamo riusciti a imboccare la strada giusta. Man mano che ci allontanavamo dalla...
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Cose che cercano casa – Foulard da...

I foulard mi piacciono moltissimo perchè fanno parte di quell’insieme di accessori che una volta erano parte integrante dell’abbigliamento di una “signora” e che ora sono passati in gran parte in disuso. Mi affascina come possano essere indossati in modi diversi…al collo, sulla testa, in vita al posto di cinture. Qui di seguito c’è la piccola collezione di foulard di una signora torinese, nonna amatissima di una mia cara amica. Lei li indossava con una classe e una naturalezza incredibili che sembrano essere rimaste ancora adesso...
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La casa della vicina...

Sono sfuggita all’allettante prospettiva di trascorrere un altro pomeriggio a letto e mi sono diretta verso la Ekom. Ho comprato silurotti di birra e patatine e mi sono concessa l’unico svago di questi ultimi giorni di vacanza: sono andata a trovare la mia vicina, Elena. Ele tecnicamente non è la mia vicina, tant’è vero che, quando sono svogliata, vado a casa sua in macchina anche se, in realtà, non ci sono chè 10 minuti di strada che ci dividono. Il suo è un maniero suddiviso su tre piani, lei, di recente, si è trasferita all’ultimo e ha...
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Un proposito per il nuovo anno...

In queste giornate di noiosissime ferie natalizie mi presto a fare da chauffeur a mia madre scorrazzandola in un tour di visite al parentame. Ieri l’ho portata a casa, la sua. Castellazzo Bormida è un antichissimo paese che interrompe la piatta monotonia della campagna intorno ad Alessandria. E’ fatto di strade strette e filari di alberi, di casette di mattoni rossi a vista e tante, tantissime chiese. D’inverno si perde nella nebbia e durante il periodo caldo nell’acqua delle risaie. Per me è un luogo stranissimo. Da bambina ci andavamo tre o quattro volte...
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Ci facciamo conoscere...

Un bel modo di concludere il 2010. Siamo su .DOC. Grazie a tutti...
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Un dono per l’egregio sconosciuto...

L’egregio sconosciuto è “egregio” in quanto persona meritevole della massima stima, “sconosciuto” perchè non abbiamo praticamente mai avuto l’occasione di conoscerci come si fa tra persone normali, scambiando quattro chiacchiere faccia a faccia, bevendo una birra o parlando delle previsioni meteo. L’egregio era un mio compagno dell’università ma all’epoca lui pensava che io avessi la puzzetta sotto il naso e io pensavo che lui girasse con brutta gente. Non ci siamo mai rivolti la parola. Qualche anno dopo, quando...
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Natale è sempre uguale...

Non ho mai avuto un Natale diverso. Sono cresciuta, ho cambiato città, case e anche fidanzati ma a Natale mi ritrovo inesorabilmente a fare le stesse cose. A Natale torno a Ivrea, sempre. Non è un obbligo, semplicemente in quei giorni sparisce qualsiasi altra cosa: non c’è il lavoro, non c’è il Capitano che parte per le inospitali terre di Puglia, Torino diventa vuota e silenziosa e non mi resta altro da fare che tornare a casa. A Natale dormo nel mio letto di quando ero ragazzina, nella mia cameretta con la carta da parati rosa e la libreria piena zeppa di...
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Un’altra vita...

Ci sono storie che mi si appiccicano alla testa e delle quali non riesco a liberarmi. Sono ovviamente quelle più bizzarre e inutili. In questi giorni di festa, un po’ malinconici, mi torna spesso alla mente Cameron Macaulay, il bimbo scozzese con ricordi non suoi. Credo di averne sentito parlare la prima volta da Roberto Giacobbo di Vojager, quindi potrete facilmente valutare il valore scientifico di questa vicenda… tuttavia la trovo ugualmente affascinantissima. I fatti sono i seguenti: Cameron, bambino di 4 anni, assilla la madre parlandole di un posto in...
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Il mio albero di Natale...

Quando i miei si sposarono nel 1975, una delle prime ventate di modernità introdotta da mia mamma nella piemontesissima vita di casa Arbore, che prevedeva esclusivamente il presepe, fu l’albero di Natale. Lo comprarono alla Standa e, fino all’anno scorso, non abbiamo avuto il coraggio di cambiarlo. Era solo un manico di scopa con qualche ramo spelacchiato ma, fin da piccina, non c’è stato anno in cui io non abbia addobbato il mio albero, nei periodi allegri così come in quelli tristissimi. Mio papà lo piantava in una duja, per chi non lo sapesse si...

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