delete

Mrs. Parkington...

In questi fine settimana di pioggia e nuvole ho trascorso molte ore leggendo. Solitamente ho poco tempo, perciò preferisco roba “veloce”, letture “precotte” come le riviste, anche perchè, ad ogni libro, corro un rischio che solo il Capitano conosce: mi immedesimo terribilmente. Mentre leggo vivo letteralmente fra le pagine e non riesco a staccarmici fino all’ultima di copertina. Quando ero ragazzina, passavo pomeriggi interminabili in camera mia, sdraiata a letto, con un libro in mano. Ovviamente, come tutte le adolescenti, ero...
delete

Nella Cripta...

Non faccio nulla. Lavoro, vado a casa, mangio, dormo. Lavoro, vado a casa, mangio, dormo. Nel week-end mangio e dormo solamente. Il motivo è che piove. Piove sempre. Di recente, l’unico svago è stato, in una serata ovviamente piovosa, andare alla mostra di Gianni alla Cripta747. C’ero già stata anni fà e mi ricordo di essermi molto divertita. Quella volta, era un sabato, ad esporre era stato Eltono, uno street artist che, all’epoca, lavorava con i coriandoli… non è poetico? Bhè pensate che in quell’occasione aveva realizzato alcuni...
delete

Saluti da Roma...

Questa è una settimana girovaga. Sono stata via due giorni per lavoro. Giorgia, che da circa un paio di mesi si è trasferita in Costa Rica, una volta mi ha scritto: “Non c’è nessun paese come l’Italia. Quando alzi lo sguardo, intorno a te c’è la bellezza“. Quanto è vero. Roma è la perfezione che rende sopportabili anche 48 ore filate di...
delete

L’accendino pesantissimo...

Guardando alcuni oggetti nasce spontanea la domanda: “Perchè?”. Ovviamente la risposta potrebbero fornirla solo coloro che, in quella specifica epoca, hanno avuto l’idea tanto geniale quanto inspiegabile di dare ad alcuni cose determinate forme, colori o usi. Io rimango sempre stupita quando guardo gli accendini degli anni ’60-’70. Perchè racchiudere uno strumento tanto pratico in un cubo o una sfera pesantissima di onice? Perchè fare una cassa per il gas piccolissima rispetto alla mole del suddetto accendino… costringendo chi lo usa...
delete

Melissa, un bel posto in cui andare...

Cosa deve avere un “bel posto” per essere definito tale? Se il “bel posto”, nello specifico, è un negozio, per me deve avere delle caratteristiche ben precise. Al di là della scelta della merce, del modo in cui è esposta e della gentilezza delle persone che ci si trovano dentro, deve essere accogliente e curato e saper trasmettere un po’ di quell’atmosfera domestica delle vecchie botteghe in cui, con i prodotti, ti si vendeva anche qualche consiglio e magari una storia. Sabato mattina sono stata in un posto del genere, uno dei pochi rimasti a Torino. Sono...
delete

Cena a casa Quarello...

L’Architetto Quarello è un amico da svarianti anni. Ricordo vagamente il nostro primo incontro: era la serata inaugurale di Officine Multiplo, lui indossava le bretelle e io gironzolavo con in mano una Polaroid comprata al Balon e scattavo istantanee a gogò. Sul proseguo ho le idee confuse, so solamente di essere tornata a casa con una scarpa in meno e di non aver mai più ritrovato quella andata dispersa. L’Architetto Quarello è una di quelle persone che ti porti dietro attraverso il tempo e le compagnie. Tecnicamente credo lo si possa definire un amico...
delete

La casa della vicina...

Sono sfuggita all’allettante prospettiva di trascorrere un altro pomeriggio a letto e mi sono diretta verso la Ekom. Ho comprato silurotti di birra e patatine e mi sono concessa l’unico svago di questi ultimi giorni di vacanza: sono andata a trovare la mia vicina, Elena. Ele tecnicamente non è la mia vicina, tant’è vero che, quando sono svogliata, vado a casa sua in macchina anche se, in realtà, non ci sono chè 10 minuti di strada che ci dividono. Il suo è un maniero suddiviso su tre piani, lei, di recente, si è trasferita all’ultimo e ha...
delete

Un dono per l’egregio sconosciuto...

L’egregio sconosciuto è “egregio” in quanto persona meritevole della massima stima, “sconosciuto” perchè non abbiamo praticamente mai avuto l’occasione di conoscerci come si fa tra persone normali, scambiando quattro chiacchiere faccia a faccia, bevendo una birra o parlando delle previsioni meteo. L’egregio era un mio compagno dell’università ma all’epoca lui pensava che io avessi la puzzetta sotto il naso e io pensavo che lui girasse con brutta gente. Non ci siamo mai rivolti la parola. Qualche anno dopo, quando...